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Preview Pavimentazione allestimento 712 406

La Cerreto medievale o “vecchia” Cerreto distrutta dal terremoto del 5 giugno 1688 era sita poco distante dall’ attuale centro abitato, su di un ampio colle circondato dai torrenti Turio e Cappuccini. Sia la “Vecchia” Cerreto, come la “Nuova” Cerreto erano caratterizzate dalla centralità della piazza e dalla chiesa in essa ubicata. Nella stessa piazza si ergeva la Torre, i cui grossi resti sono ancora visibili. I  ruderi della torre e del castello di origine longobarda sono stati dichiarati di interesse particolarmente importante ai sensi della legge del 1° giugno 1939 n. 1089 e quindi sottoposti a vincolo diretto di natura monumentale.

icona-camera 2302 L'intervento dimostratore ha previsto:
attività di rilievo e caratterizzazione
progettazione di percorsi di visita
attività di ricostruzione e fruizione virtuale
piani di valorizzazione e marketing.

In particolare partendo da attività di tipo geo-diagnostico  finalizzate alla caratterizzazione stratigrafica del sito archeologico e all’individuazione di nuovi possibili fronti di scavo, sono state focalizzate attività  di rilievo laser scanner 3D e di riprese video mediante droni strumentati per la ricostruzione delle strutture emerse.
Sono in corso attività finalizzate alla ricostruzione virtuale del sito archeologico e alla progettazione e implementazione di un sistema di realtà aumentata per la fruizione avanzata del sito. Infine, partendo dall’analisi del contesto e dalla conoscenza degli indirizzi prospettici dell’amministrazione,  si arriverà  alla messa a punto di un modello di valorizzazione e marketing per la  tutela del patrimonio.

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In Sicilia, l’antico borgo di Occhiolà, in provincia di Catania, fu distrutto nel gennaio del 1693, quando un terribile sisma devastò e rase al suolo gran parte della Sicilia orientale.
Questo evento, se da una parte segnò il definitivo abbandono del sito di Occhiolà, dall’altra permise di conservare intatta ed indisturbata da interventi successivi una complessa ed articolata stratificazione storica, che oggi si configura nell’area del Parco Archeologico Comunale di Occhiolà.

icona-camera 2302 Le attività dimostrative sono incentrate su:
analisi delle fonti su eventi sismici che hanno interessato l’area;
studio ed analisi delle relazioni tra evento sismico ed effetti sulle strutture murarie superstiti e le stratigrafie archeologiche connesse;
realizzazione di una piattaformaGIS per la gestione e l’analisi dei dati e della documentazione prodotta dal progetto;
analisi architettonica per l’individuazione delle strutture interessate da danni sismici;
monitoraggio e analisi del rischio sismico su strutture e materiali del sito;
caratterizzazione delle malte per individuazione di fenomeni sismici;
sviluppo di procedure e strumenti per la protezione, fruizione e valorizzazione del sito.

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Palazzo Penne a Napoli è un edificio del XV secolo, una delle poche costruzioni rimaste in piedi dopo il devastante terremoto del 1456 ed oggi è  in uno stato di totale abbandono caratterizzato da preoccupanti lesioni e precarietà tali da minacciarne seriamente la stabilità.

icona-camera 2302 Il Palazzo, che sarà destinato a sede della Protezione civile regionale, è stato oggetto di:
diagnosi e caratterizzazione non distruttiva dei materiali
attività di valutazione della vulnerabilità sismica
progetto di interventi di miglioramento sismico
progettazione di un intervento per il miglioramento del comfort climatico interno che rispetti il valore storico-artistico dell’edificio.

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Il monastero di Sant’Angelo d’Ocre, inagibile da dopo il terremoto, è uno dei più suggestivi complessi architettonici d’Abruzzo, costruito sulla spianata di uno sperone di roccia che si apre sul vuoto, spaziando a volo d’uccello sull’intera valle dell’Aterno.
Caduto in abbandono all’inizio dell'800, ridotto poi a lazzaretto e soppresso nel 1860, il monastero ebbe una breve ripresa nei primi decenni del XX secolo, prima che l’occupazione tedesca vi facesse scempio bruciando gli arredi e soprattutto l’intera biblioteca dotata di circa 1500 volumi. Il complesso è stato infine oggetto di controversi lavori di restauro protrattisi dal 1958 al 1972.

icona-camera 2302 Le attività di progetto hanno interessato:
rilievo e ricostruzione virtuale del monastero
creazione di una cella esperienziale per la fruizione del monastero
correlazione tra stato limite del danno artistico e danno strutturale
diagnosi e caratterizzazione non distruttiva dei materiali
monitoraggio integrato sia statico che dinamico della struttura
valutazione della vulnerabilità sismica
progetto di interventi di miglioramento
apertura di un cantiere per l’esecuzione di interventi di mitigazione del rischio e la messa in sicurezza con applicazione di materiali innovativi.

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icona-camera 2302 A Verona è stata sviluppata una rete integrata di monitoraggio che comprende il Teatro Romano e Museo Archeologico, l’Arena di Verona e Castel San Pietro.

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DIMOSTRATORI

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